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Legge 104 e congedo straordinario: Ecco cosa non ti dicono su Tfr e ferie!

Vediamo insieme in questo articolo se durante il periodo di congedo straordinario si maturano le ferie e il trattamento di fine rapporto nella Legge 104.

E come sappiamo tutti, Il tema del congedo straordinario concesso con la Legge 104 necessita di approfondimenti per chiarire diverse questioni importanti legate alle ferie, al Tfr e alla tredicesima.

Cos’è Il congedo straordinario

Il congedo straordinario legato alla titolarità della Legge 104 permette di usufruire di due anni di permesso consecutivi oppure frazionati.

La domanda può partire da un caregiver ossia un familiare che accudisce una persona con invalidità grave. L’agevolazione consente di beneficiare di due anni di congedo retribuito.

In ordine di priorità possono ottenerla il coniuge che convive con il titolare di 104; i genitori biologici o adottivi oppure affidatari del soggetto con disabilità grave; figli, fratelli e sorelle, parenti e affini fino al terzo grado a condizione che convivino con la persona invalida.

Oltre a fruire del congedo di due anni, i caregiver ricevono un indennizzo pari alle somme fisse ricevute nell’ultima busta paga rispettando il limite massimo di 48.738 euro nel 2022 e i contributi figurativi.

Legge 104 e congedo straordinario

In termini di pensione i caregiver non perdono soldi dato che il periodo di assenza è coperto da contributi figurativi. Il discorso cambia, invece, in relazione alle ferie e alla maturazione del Trattamento di Fine Rapporto.

Durante i due anni di congedo, infatti, le ferie non vengono maturate e il Tfr non viene incrementato. Allo stesso modo, i dipendenti pubblici non vedranno aumentare il Trattamento di Fine Servizio.

Altra brutta notizia per i caregiver è lo stop dell’erogazione della tredicesima in caso di assenza dal lavoro per congedo straordinario.

Il motivo alla base dell’interruzione della maturazione delle ferie, del Tfr, del Tfs e della tredicesima è legato al significato che le voci hanno in busta paga.

Si tratta di elementi strettamente connessi al lavoro effettivamente svolto. Di conseguenza, non essendo presenti sul luogo di lavoro non si potranno maturare per il periodo di assenza.

Questa affermazione riporta ad un altro aspetto importante, non ci sarà alcun aumento di stipendio per un miglioramento della capacità lavorativa dato che il lavoro non viene svolto per un lungo periodo.

L’anzianità di servizio ai fini previdenziale verrà incrementata dai contributi figurativi mentre la progressione economica non avrà alcun tipo di supporto. Il congedo straordinario legato alla titolarità della Legge 104 permette di usufruire di due anni di permesso consecutivi oppure frazionati.

La richiesta può partire da un caregiver ossia un familiare che accudisce una persona con invalidità grave. L’agevolazione consente di beneficiare di due anni di congedo retribuito.

In ordine di priorità possono ottenerla il coniuge che convive con il titolare di 104; i genitori biologici o adottivi oppure affidatari del soggetto con disabilità grave; figli, fratelli e sorelle, parenti e affini fino al terzo grado a condizione che convivino con la persona invalida.

Oltre a fruire del congedo di due anni, i caregiver ricevono un indennizzo pari alle somme fisse ricevute nell’ultima busta paga rispettando il limite massimo di 48.738 euro nel 2022 e i contributi figurativi.

In termini di pensione i caregiver non perdono soldi dato che il periodo di assenza è coperto da contributi figurativi. Il discorso cambia, invece, in relazione alle ferie e alla maturazione del Trattamento di Fine Rapporto. Durante i due anni di congedo, infatti, le ferie non vengono maturate e il Tfr non viene incrementato. Allo stesso modo, i dipendenti pubblici non vedranno aumentare il Trattamento di Fine Servizio.

Altra brutta notizia per i caregiver è lo stop dell’erogazione della tredicesima in caso di assenza dal lavoro per congedo straordinario. Il motivo alla base dell’interruzione della maturazione delle ferie, del Tfr, del Tfs e della tredicesima è legato al significato che le voci hanno in busta paga.

Si tratta di elementi strettamente connessi al lavoro effettivamente svolto. Di conseguenza, non essendo presenti sul luogo di lavoro non si potranno maturare per il periodo di assenza.

Questa affermazione riporta ad un altro aspetto importante, non ci sarà alcun aumento di stipendio per un miglioramento della capacità lavorativa dato che il lavoro non viene svolto per un lungo periodo.

L’anzianità di servizio ai fini previdenziale verrà incrementata dai contributi figurativi mentre la progressione economica non avrà alcun tipo di supporto.

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